Nomis
Il progetto prevede l’inserimento di minori stranieri nei percorsi formativi del centro e nelle attività che vengono svolte durante l’anno, attraverso l’ausilio di educatori e peer educator. Identifichiamo l’intervento su tre aree fondamentali:
- la strada
- comunita’ di accoglienza
- interventi over 18
La strada è il luogo dove i ragazzi vengono agganciati, conosciuti ed inseriti in un percorso di legalità, è il luogo dove si instaura la fiducia e dove imparano a riconoscere gli operatori come persone alle quali affidarsi.
Il lavoro dei peer educator è preziosissimo a questo riguardo in quanto è svolto da ragazzi pari che possono “entrare” nel mondo dei minori non accompagnati grazie alla conoscenza della lingua e alla vicinanza dell’età e soprattutto sono portatori di un’esperienza positiva e di un modello di vita diverso, riuscito.
Il legame tra strada e comunità di accoglienza è quindi forte e non va ignorato. Soprattutto nella zona di San Salvario la vita si gioca moltissimo in strada, nelle discoteche e locali di nuova apertura, nel parco del Valentino e ai Murazzi, luoghi frequentati e ricettacolo di possibilità di devianza.
L’ esperienza fatta con gli altri attori di Nomis, anche se numericamente ridotta, ci porta a pensare che l’inserimento di giovani che hanno già fatto un percorso presso casa Magreb (Africa) e casa Romania, possa aiutare nell’inserimento della comunità di accoglienza in quanto è stato vissuto come un passo verso l’autonomia, quasi una sorta di premio per aver intrapreso un buon cammino legale e di integrazione nella comunità locale.
La seconda area è quella della comunità di accoglienza, un luogo che abbiamo cercato di rendere “casa” il più possibile e che ha accolto finora numerosissimi minori, sia provenienti dalla strada che dal carcere che dal progetto Nomis. È il luogo centrale dell’intervento, dove si giocano tutte le “migliori carte” e dove la convivenza tra culture diverse fa nascere quell’elemento di crescita fondamentale nel percorso di questi ragazzi.
Come ultima area, la questione della maggiore età. Sono ormai alcuni anni che ci imbattiamo nella questione del compimento della maggiore età. Abbiamo provato a “risolvere” la questione ponendo come termine per il nostro lavoro di accompagnamento i 6 mesi successivi alla data anagrafica che segna il passaggio ad essere maggiorenni, ma ci sembra un lavoro che in effetti non ha trovato molta rispondenza.
Reduci dalla recente esperienza dell’apertura di un condominio solidale nella nostra città, gestito dalla nostra rete salesiana, vorremmo studiare un percorso da adattare ai giovani stranieri maggiorenni. Ipotizziamo l’affitto di appartamenti in locazione agevolata da gestire come il condominio solidale. La permanenza salirebbe da 6 ad almeno 18 mesi con lo sbocco finale del lavoro e della casa. Il “condominio” sarebbe gestito da un’équipe sul modello del condominio solidale di via Romolo Gessi. Rimangono aperte le sfide sulla salute e sui permessi di soggiorno legati alla legislazione vigente.
Area di localizzazione del progetto
Comune di Torino
Periodo di realizzazione
Dal 2006 ad oggi
Ente finanziatore
Compagnia di San Paolo
Enti coinvolti (partner e/o soggetti attuatori)
Istituto San Giovanni Evangelista – Oratorio Salesiano San Luigi
Nel 2009 è stato coinvolto anche l’Oratorio di Rivoli-Cascine Vica




