Progetti in Corso
L’ispirazione originale
L’oratorio o centro giovanile è sicuramente l’intuizione originaria e originale di don Bosco, il centro della sua opera sociale e cristiana e anche il volto più riconoscibile della sua presenza sul territorio. In Piemonte i Salesiani sono presenti con 27 oratori di cui ben 16 nella sola provincia di Torino. L’Oratorio di Don Bosco, che prendeva il nome da un’istituzione esistente, si distinse da altri che lo avevano preceduto o che gli erano contemporanei. Sono proprio le trasformazioni operate da Don Bosco che indicano ancora oggi le caratteristiche della pastorale oratoriana. Queste trasformazioni sono sostanzialmente cinque:
- dalla prestazione di un “servizio” interamente intraecclesiale e connotato soltanto in modo confessionale, alla presenza-partecipazione nella vita del giovane con i suoi bisogni e problemi.
- dal “tempo limitato” al “tempo pieno’: occupando con la sua proposta tutti i tempi “liberi” e significativi della vita del ragazzo e delle famiglie.
- da un programma catechistico connotato dottrinalmente, ad un programma educativo pastorale potenzialmente integrale che ha di mira il bene della persona e contemporaneamente la cura dell’intera società.
- dall’istituzione centrata sugli adulti ad una comunità in cui le varie generazioni possono incontrarsi e dove il protagonismo giovanile caratterizza e vivacizza l’intera rete delle relazioni e dei progetti.
- dal carattere parrocchiale, chiuso su un territorio ben definito, alla strada, al quartiere, spesso all’intera città, avendo come confini soltanto i giovani, le famiglie e le loro necessità da un attendere i giovani nel proprio ambiente ad slancio educativo e missionario che fa dell’oratorio il prolungamento della strada e la sua conversione in luogo di nascita di una comunità sociale adulta e sana e non solo terreno dato in appalto al più forte o culla e manifestazione del disagio.
La nuova situazione attuale
Con l’evolversi dell’azione di Don Bosco e il suo estendersi, non sono mutati i principi ispiratori, né i tratti caratteristici, ma le situazioni socio-educative e i fenomeni culturali che hanno modificato la condizione giovanile richiedono il loro aggiornamento. Il Centro Giovanile non ha dunque cambiato il suo volto, ma certamente si è adattato alla nuova situazione:
- Un ambiente di ampia accoglienza aperto a una gran diversità di giovani, soprattutto i lontani, di una vasta zona; con una gran diversità di proposte e di livelli di appartenenza; caratterizzato per un protagonismo giovanile e una relazione personale così significativa, che lo fa un ambiente di riferimento e di irradiazione per i giovani del territorio. L’Oratorio-Centro Giovanile infatti, pur essendo una realtà unitaria per ispirazione e finalità, differenzia le specifiche fasce d’età – ragazzi, adolescenti e giovani – per la metodologia, le proposte, gli obiettivi concreti e gli spazi dr azione.
- Un centro capace di offrire un’autentica educazione umana, che sa cogliere i valori positivi presenti nella società e cultura in cui vivono i giovani, e favorire la loro assimilazìone; in particolare, una connotazione caratteristica dell’Oratorio è la promozione delle valenze educative delle più diverse forme di impiego del tempo libero.
- L’Oratorio si candida in molti luoghi ad essere centro di sviluppo e di raccolta di una rete di operatori sul sociale, pubblici e privati, che vedono nel cortile, luogo fisico, ma anche simbolico, la possibilità di far interagire i propri progetti e di vedersi completati a vicenda nel proprio compito istituzionale e carismatico.
- Un programma-laboratorio di una nuova cultura e di una nuova società, attraverso il risveglio e l’approfondimento della domanda di vita e di compagnia dei giovani, l’ampia accoglienza a tutti offerta a prescindere dalle distinzioni di razza, nazionalità e religione, un cammino di educazione alla fede adatto alle loro situazione e sensibile alla realtà ecumenica e interrreligiosa nella quale vivono.
- Una presenza cristiana nel mondo giovane e nella società civile (opera di frontiera tra il religioso e il civile, tra il secolare e l’ecclesiale), capace di offrire risposte educative ed evangeliche significative alle sfide e alle urgenze più sentite, specie quelle che si riferiscono ai lontani, e capace anche di promuovere un ambiente di apertura interculturale, interrraziale, ecumenica e interreligiosa. Un luogo connotato da una sicura e evidente identità che non vuole essere discriminazione, ma possibilità di dialogo e di accoglienza con tutti
- Oggi poi si aprono nuove prospettive per l’Oratorio-Centro Giovanile per rispondere ad esigenze diversificate per aree geografiche, religiose e culturali che vivono i giovani, come ad esempio: gli oratori notturni, le presenze itineranti per giovani a rischio, gli oratori di zona o quartiere collegati in rete tra di loro, le presenze di tipo oratoriano gestite o guidate interamente da laici.
La comunlta’ educativo – pastorale dell’oratorio – centro giovanile salesiano
L’oratorio – Centro giovanile non è la realtà di una singola persona o di un gruppo ristretto di operatori che si mettono insieme solo per ragioni logistiche o per opportunità momentanee. Così come l’oratorio non è semplicemente le singole attività che propone o i singoli progetti che sviluppa in proprio o in partenariato. L’oratorio è per eccellenza un ambiente, ossia un luogo che si candida ad essere casa di tutti e che nella sua anima e nella sua colonna vertebrale una comunità ampia, diversificata, ma unita da una progettualità e da una identità profonda, costruita insieme nel tempo e condivisa con tutti color che ne vogliono fare parte. L’oratorio è dunque la “casa” della “Comunità educativa-pastorale (CEP)” che opera in quel territorio e che si offre come risorsa per la crescita di giovani e famiglie.
La CEP degli Oratori-Centri Giovanili, come soggetto animatore di questa dinamica comunitaria, ha queste caratteristiche:
- una grande capacità di avvicinamento e condivisione con il mondo dei giovani, attenti alle loro domande e bisogni;
- flessibilità e creatività per adattarsi sempre di più alla diversità e spontaneità dell’ambiente oratoriano
- una coscienza chiara e condivisa della proposta e del progetto che favorisca l’unità di criteri e la convergenza d’interventi, evitando la dispersione e l’individualismo;
- accoglienza e attenzione alle singole persone, superando le relazioni piuttosto funzionali;
- un ampio spazio alla partecipazione e responsabilità degli stessi giovani;
La CEP aperta ed inserita nel territorio
L’ Oratorio e il Centro Giovanile sono momenti e luoghi particolarmente significativi, anche se non unici, per l’avvicinamento e educazione integrale dei giovani. Esso è una presenza educativa, per questo il suo rapporto con il territorio deve essere stretto: una comunità oratoriana che sappia dialogare con la realtà circostante, con le istituzioni sociali ed educative del quartiere e della città e favorirne la trasformazione.
Le attività
Le attività sono il momento specifico dell’Oratorio-Centro Giovanile, come le ore d’insegnamento lo sono nel campo scolastico. Le attività sono anche anche il nesso di comunicazione tra il gruppo e il “più grande numero’: Il primo prepara, propone, assicura la permanenza e la progressività; la massa partecipa, si arricchisce, matura.
In ciascuna attività cerchiamo di:
- rispondere ad una necessità della vita dei giovani, scoprendo e sviluppando le loro intrinseche possibilità educative;
- stabilire obiettivi formativi, privilegiando quelli di maggior contenuto e ricchezza;
- ed aprirla agli altri ambienti e realtà del territorio per non perdere la visione dell’insieme.
Tra queste le attività più ricorrenti nell’Oratorio-Centro Giovanile sono il gioco e lo sport, tanto quello spontaneo come quello organizzato; ma non meno rilevanti devono essere quelle della musica e del teatro, i campeggi e il turismo giovanile, i campi scuola o di lavoro, ecc… Pensiamo che le possibilità dell’Oratorio-Centro Giovanile si allargano attraverso la prestazione dei servizi richiesti dalla maturazione dei giovani e dalle domande del quartiere: assistenza scolastica, orientamento vocazionale o professionale, corsi serali, consultori, iniziative sociali al servizio del territorio, ecc… Questi servizi rispondono alle necessità dei più bisognosi, all’ispirazione evangelica e alla specificità salesiana nei contenuti e nelle modalità d’intervento e alle possibilità concrete del personale che presta i suddetti.




