LO STRANIERO… METTIAMO IN MOTO IL CERVELLO!
“DOBBIAMO RENDERCI CONTO DEL DOVERE SOCIALE DI AIUTARE LO SVILUPPO SEMPRE CON QUESTO CRITERIO TIPICAMENTE SALESIANO: DARE DI PIU’ A QUELLI A CUI LA VITA HA DATO MENO, DARE IL MASSIMO A CHI LA VITA HA DATO IL MINIMO… “[Rettor Maggiore 2003].
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e in diritti. Essi sono dotati di ragione e coscienza e devono agire gli uni verso gli altri con spirito di fratellanza. [Dichiarazione universale dei diritti umani art. 1]
Max Frisch [...] riflettendo sui sentimenti verso i forestieri che vengono ad abitare le nostre città, “ce ne sono troppi: non tanto nei cantieri di costruzione e nelle fabbriche, e neppure nelle stalle o nelle cucine, ma nel tempo libero. Specialmente la domenica, improvvisamente, ce ne sono troppi”.
Utilizzare uno stereotipo significa assegnare le stesse caratteristiche a ciascuna persona che appartenga ad un gruppo, senza tener conto delle effettive variazioni che distinguono tra loro i membri di quel gruppo [Aronson 1988].
I turisti si muovono perchè trovano che il mondo alla loro portata (globale) è irresistibilmente attraente, i vagabondi si muovono perchè trovano che il mondo alla loro portata (locale) è inospitale, fino ai limiti della sopportazione. I turisti viaggiano perchè lo vogliono; i vagabondi perchè non hanno altra scelta sopportabile [Bauman 1999].
L’esistenza in Italia di un “doppio processo minorile” – uno che riguarda i minorenni italiani, l’altro che è celebrato a carico dei giovani stranieri o nomadi – che apparve alcuni anni fa, come un problema da affrontare e superare, è sempre più considerato come un dato di realtà cui nelle aule di giustizia dei Tribunali per i minorenni nulla si può (o si vuole) opporre [Prina 2003].
Straniero è ciascuno di noi non appena esce di casa [Schluter e Lee 1993].
Chiedo ad un ragazzo proveniente dal Marocco clandestino in Italia che ha deciso di tornare nel suo paese di origine: “Cosa andrai a fare in Marocco ?” lui risponde: “Andrò a fare lo straniero nel mio paese !” [Matteo Aigotti e Mohamed].
La tua musica è nera,
la tua auto è giapponese,
la tua cucina preferita è cinese,
la democrazia greca,
il tuo caffè brasiliano,
le tue vacanze marocchine,
le tue cifre arabe,
le tue lettere latine,
COME PUOI DIRE CHE IL TUO
VICINO E’ STRANIERO ? [volantino sui muri]
Si assiste cioè a un duplice movimento: di liberazione totale per il turista e di innalzamento di muri per i vagabondi [...] strettamente connesso alla considerazione di entrambi come consumatori, con la differenza che il vagabondo è un consumatore pieno di difetti [Prina 2003].
Sono inutili, nell’unico senso cui la parola utilità puo far pensare in una società dei consumi o in una società di turisti, ed essendo inutili sono anche indesiderabili. E quindi diventano, naturalmente, capri espiatori, oggetto di disprezzo. La loro sola colpa è di voler essere come turisti, non avendo però i mezzi che invece i turisti hanno per soddisfare i propri desideri [Bauman 1999].





L’ultima è la piu bella!grande Matte!!(Agostino)