Progetto “SPAZIO ANCH’ IO”
Lo Spazio Anch’ Io è un’ area situata al parco del Valentino e gestita dall’ Oratorio San Luigi e dai sui educatori. Il progetto, finanziato dalla Fondazione San Paolo e dalla Circoscrizione 8, prende le forme di “un’educativa di strada che si è fermata” all’interno del parco del Valentino.
Lo Spazio Anch’ Io si trova al centro del parco, nella zona del campo in erba sintetica (compresa tra corso Marconi e corso Raffaello).
sanluigitorino.org
Attivita’
Ogni pomeriggio si svolgono laboratori socio-culturali ed attività sportive.I giovani incontrati ed inseriti nel progetto vengono accolti e seguiti da educatori, peer educators e volontari presenti presso i tendoni del progetto.Ogni giorno si fa SCUOLA di ITALIANO sotto i tendoni, si fanno i compiti (DOPOSCUOLA), si gioca e si fa sport (CALCIO, PALLAVOLO ecc).
Durante l’estate “Spazio Anch’IO” si trasforma: si fanno gite in piscina e al mare, laboratori musicali di writers e giocoleria, tornei di calcio e pallavolo, momenti di formazione, serate di cinema e musica…
Ci piace considerare “Spazio Anch’IO” come un laboratorio di intercultura dove “l’attenzione viene rivolta agli aspetti dinamici e alle possibilità positive di intervento e di trasformazione sociale in una realtà culturalmente composita”[1], pensarlo come luogo dove le persone che si incontrano si arricchiscono in conoscenze, vissuti e culturalmente attraverso gli scambi che quotidianamente avvengono. Ogni giorno educatori e volontari, terminata la loro giornata di lavoro, si ritrovano nella consapevolezza di aver appreso qualcosa di nuovo. Allo stesso modo crediamo che chi passa ogni giorno a trovarci consideri le diversità espresse dallo stare lì di giovani, adulti e famiglie di diverse nazionalità un valore in più ed arricchente.
Accade quindi di poter vedere presso il progetto signore anziane italiane che giocano a carte mentre giovani e adulti di altri paesi frequentano la scuola di italiano. Accade che mamme italiane che portano i figli piccoli a giocare a ping-pong o a calcio balilla, incuriosite da quanto vedono, ci chiedano informazioni e si offrano per diventare volontarie nel corso di italiano. Accade che giovani universitari venuti per fare una partita di pallone dedichino un po’ del loro tempo per fare doposcuola.
In questo senso pensiamo a “Spazio Anch’IO” come ad un laboratorio di autodeterminazione per persone che nei fatti vogliono dimostrare il loro impegno attivo per costruire una comunità territoriale diversa da quanto spesso viene raccontato da giornali e televisioni caricato di ansie e paure che vengono a scemare quando ci si conosce, ci si ascolta, si fa esperienza del diverso, quando cioè si entra in contatto con qualcuno che appare tanto diverso da noi: “il modo migliore per ridurre tensioni e ostilità fra gruppi sociali è quello di favorire il contatto dei loro membri”[2]. Entrare in contatto, conoscersi, mettersi in relazione fa sì che diminuisca la paura, sintomo in primo luogo di non conoscenza e di attribuzioni che svaniscono appunto attraverso il riconoscere che chi mi sta di fronte è altro da come viene rappresentato. Per chi, all’inverso, è ostile o non crede a quanto finora esposto il centro di aggregazione del Valentino diviene esperienza concreta e visibile che creare integrazione e intercultura è possibile.
“I giovani da semplici utenti o destinatari di un servizio educativo, come sono per lo più nell’età infantile, devono diventare alleati, partners, compagni di viaggio, collaboratori degli educatori”…

Pensiamo quindi che il principale obiettivo della presente progettazione per l’anno 2010 sia quello di fare in modo che il centro di aggregazione sempre più sia vissuto e sentito come risorsa dalla cittadinanza di San Salvario e che la stessa sempre più divenga risorsa per il progetto; tale obiettivo varrà raggiunto attraverso l’accrescimento del lavoro di comunità, di promozione delle risorse informali che in essa sono presenti nella consapevolezza che la promozione e l’attivazione di percorsi comunitari può garantire ed accrescere l’autodeterminazione di chi vi partecipa, il proprio senso di appartenenza, la conoscenza delle diversità ed il confronto.
[1] A. Marazzi, Lo sguardo antropologico, Roma, Carrocci editore, 1999, p. 180.
[2] L. Arcuri e M. R. Cadinu, Gli stereotipi, Bologna, Società editrice il Mulino, 1998, p. 89.




